Il dg Scarpetta: “Momento difficile ma le società non possono navigare a vista”

Il dg Scarpetta: “Momento difficile ma le società non possono navigare a vista”

Sono settimane difficili per la Polisportiva Favl Cimini e per tutto il calcio dilettantistico regionale bloccato dalla pandemia e nell’incertezza di una data di ripresa.
Allenamenti senza assembramenti e l’uso degli spogliatoi ha di fatto complicato anche l’attività giornaliera di un club che tra atleti, allenatori e dirigenti conta circa trecento tesserati.
Il direttore generale Andrea Scarpetta ci racconta come la Pfc sta vivendo questa situazione di stallo e di disagio: “Il momento è molto particolare, ascoltando i colleghi delle altre società tutti vivono le stesse difficoltà. Il cambio di allenatore ci ha creato qualche problema in più. L’esigenza da parte del nuovo tecnico di conoscere la squadra ha fatto sì che dovessimo provare a svolgere qualche allenamento pur non usando gli spogliatoi. Era giusto però e doveroso permettere all’allenatore di fare qualche lavoro tattico sempre nel rispetto dei protocolli e del distanziamento. Il tutto con la grande incertezza di non sapere quando avverrà la ripresa del campionato visto che il Dpcm al momento è valido fino al 3 dicembre”.

Disagio che oltre a toccare l’aspetto tecnico coinvolge soprattutto la sfera finanziaria ed organizzativa di una società sportiva che si estende ad ampio raggio come la Polisportiva Favl Cimini: “Credo che ogni società  – continua il dg Scarpetta – stia vivendo un momento particolare dal punto di vista amministrativo. Determinati costi continuano a correre, soprattutto un club come il nostro che è impegnato in più strutture tra Vignanello, Vallerano, Vetralla e Viterbo. I giocatori non possono essere abbandonati, gli sponsor col blocco del campionato e la crisi di molti settori stanno al momento venendo meno”.

Motivo per il quale le società sportive sperano che nei prossimi giorni arrivi una sorta di programmazione su come dovrà essere impostato il futuro della stagione 2020-2021: “Se dovessimo riprendere alla fine di questo Dpcm è un conto. Ma se – conclude Andrea Scarpetta –  il livello di 30-40mila contagiati giornalieri non si dovesse abbassare credo che sia giusto da parte della Federazione preventivare eventuali piani di ripresa a gennaio o febbraio. Una società come la nostra, ma credo che questa cosa valga per tutte, ha l’esigenza di pianificare e programmare lavoro e costi, altrimenti è impossibile navigare a vista”.
Ufficio Stampa Pfc

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