Progetto benessere psicologico alla Pfc: Corpus sanum in mente sana?

Progetto benessere psicologico alla Pfc: Corpus sanum in mente sana?

Un periodo davvero singolare quello che stiamo attraversando e le giovani generazioni sono una delle categorie più sofferenti.  Tante le restrizioni dovute ai rischi di contagio Covid e molto, troppo carenti le occasioni di contatto sociale.
L’uso dei social network, da parte dei giovani, è aumentato in modo esponenziale quasi a voler compensare la mancanza di relazioni. I genitori già in difficoltà nel limitare l’uso della tecnologia sembrano essere quasi impossibilitati a negare ai figli quello “stare connessi” che rimane l’ultimo baluardo virtuale per incontrarsi.

Oggi più che mai è diventato fondamentale poter frequentare la scuola in presenza e poter svolgere uno sport.
Il vantaggio da tenere presente è la fortissima necessità di socializzare, di stabilire rapporti interpersonali e di sentirsi inclusi. Tutti aspetti fondamentali per il benessere e la crescita di ogni individuo, ancor più se si tratta di soggetti in età evolutiva. Quando parliamo di sport e di scuola ci riferiamo a due ambienti altamente formativi dal punto di vista cognitivo, fisico, psicologico, relazionale, dove si può apprendere, crescere, confrontarsi ed esprimersi. E’ per questo che bambini e ragazzi ne patiscono la mancanza e ne sentono tanto bisogno, perché rappresentano la loro linfa vitale.

Da qualche mese a questa parte la società sportiva Polisportiva Favl Cimini ha attivato il progetto di prevenzione per favorire il Benessere psicologico nello sport ed ho avuto l’opportunità di osservare bambini e ragazzi dai 5 ai 13 anni e il relativo staff tecnico che appartiene alla categoria delle Scuole Calcio Élite.

Ho potuto constatare la professionalità, l’impegno e la preparazione che c’è dietro un servizio educativo di tale portata. Ho trovato tecnici qualificati e preparati ad interagire con un linguaggio adatto alle varie fasce d’età con cui si relazionano. Coordinano le attività i Dirigenti e i Responsabili delle varie categorie, semplificando il lavoro dei gruppi squadra.
Gli allenamenti si svolgono in un ambiente sereno e ben organizzato, pensato nel dettaglio per i giovani ospitati nelle varie strutture presenti sul territorio. Ho incontrato bambini entusiasti, allenatori appassionati, un’atmosfera amichevole ed un’ottima comunicazione tra il personale addetto all’organizzazione.
Il vantaggio da tenere presente è il senso di appartenenza che ne scaturisce, il calcio è un gioco di squadra davvero potente sotto il profilo della tessitura di rapporti interpersonali e dell’inclusione sociale che vuole essere garantita soprattutto di fronte a casi di fragilità.

I bambini imparano a rispettare le regole di gioco, l’avversario, lo spirito di gruppo, il capitano e l’allenatore, anche la costanza e la frequenza all’allenamento favorisce il senso di responsabilità.
I primi sostenitori dei piccoli calciatori sono i genitori anche se in questo periodo non hanno potuto seguire i figli negli allenamenti e purtroppo non vi è stata la possibilità di svolgere le partite.
Credere nelle capacità dei propri figli è un ottimo modo per incentivare l’autostima. E’ altrettanto importante però non creare false illusioni nei figli tenendo presenti le loro reali inclinazioni.
Non dobbiamo dimenticare che lo scopo prioritario è quello di divertirsi e di fare attività fisica per favorire il benessere psico-fisico del bambino.
Il divertimento è d’obbligo indipendentemente dal genere di appartenenza e ciò che si auspica è una crescita di squadre femminili o miste.

Perché può essere utile la presenza di uno psicologo?

Per i tecnici:
-per mettersi in discussione e crescere professionalmente prendendo in considerazione un punto di vista diverso dal proprio;-per incentivare il corretto rapporto e il dialogo tra istruttori e genitori e stimolare la crescita e lo sviluppo sportivo nel rispetto e nella fiducia del rapporto istruttore-giovane allievo;
– per poter conoscere tecniche e strategie più efficaci dal punto di vista motivazionale;- per aumentare l’efficacia comunicativa.

Per gli allievi:
– per favorire l’autostima e la capacità di gestire le frustrazioni;- per sviluppare la capacità di cooperare;- per sviluppare una maggiore consapevolezza emotiva;-per favorire autonomia.

Per i genitori
-per accrescere la competenza genitoriale attraverso incontri formativi finalizzati a favorire la loro autorevolezza e la capacità di sintonizzazione; 
-guidare verso una gestione consapevole e partecipe del percorso sportivo dei propri figli, sottolineare l’importanza del ruolo dei genitori, evidenziando le differenze tra i vari ruoli che intervengono a sostegno della crescita sportiva, sociale ed educativa del bambino, rendere i genitori consapevoli dell’attività che a più livelli viene svolta dalla società e dai tecnici;
discutere sul ruolo degli educatori nello sviluppo psico-emotivo del bambino al fine di supportare la crescita e il benessere;
-affrontare tematiche evolutive riguardanti bambini dai 5 ai 12 anni.
Un progetto ambizioso che guarda al lungo termine, vuole investire in professionalità che possono contribuire ad arricchire l’offerta formativa attraverso spunti nuovi e stimolanti.

Dott.ssa Mariagrazia Mari,
nata a Viterbo il 6 giugno 1974.
Psicologa e psicoterapeuta, si occupa prevalentemente della cura del disagio infantile e adolescenziale. Docente curriculare di una Scuola Primaria di Viterbo.
Segue diverse realtà scolastiche attraverso sportelli d’ascolto e consulenze rivolte a docenti, alunni e famiglie.
Svolge corsi di formazione a docenti, genitori ed educatori in genere sulla Psicologia dello Sviluppo e sull’Educazione Emotiva.

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